Titolo universitario
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Piano di studi
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Modulo 1. Approccio olistico al paziente in Traumatologia d'Urgenza
1.1. Differenze tra politraumatizzato, policontuso e plurifratturato
1.2. Prima valutazione
1.2.1. Gestione delle vie aeree
1.2.2. Respirazione
1.2.3. Circolazione
1.2.4. Deficit neurologico
1.2.5. Esposizione
1.3. Seconda valutazione
1.3.1. Esame fisico completo
1.3.2. Posizione per l’analisi e la mobilizzazione controllata
1.4. Test iniziali di diagnostica per immagini
1.4.1. Raggi X: Torace, bacino, colonna cervicale
1.4.2. Tomografia computerizzata: colonna, torace, addome, bacino
1.5. Intubazione
1.5.1. Gestione delle vie aeree
1.5.2. Manipolazione cervicale
1.5.3. Cricotiroidotomia
1.6. Protocollo di analisi con ecografia, FAST exam
1.7. Controllo dei danni in traumatologia d’urgenza
1.8. Emergenze reali di traumatologia
1.8.1. Sindrome compartimentale
1.8.2. Frattura aperta
1.8.3. Artrite settica
1.8.4. Artrotomia traumatica
1.8.5. Fascite necrotizzante
1.8.6. Frattura a libro aperto con ripercussione emodinamica
1.9. Cosa, come e quando scrivere
1.10. Errori più frequenti nell’elaborazione del rapporto di dimissioni
1.11. Raccomandazioni e istruzioni sperabili e sperate
Modulo 2. Analisi ortopedica in emergenza
2.1. Sistematica
2.1.1. Ispezione
2.1.2. Palpazione
2.1.3. Mobilità
2.1.4. Scala MRC
2.1.5. Radiografia semplice
2.1.6. Esami diagnostici complementari
2.2. Analisi neurologica segmentaria e periferica in traumatologia d’urgenza
2.3. Analisi della colonna vertebrale
2.3.1. Ispezione
2.3.1.1. Ferite
2.3.1.2. Alterazioni cutanee
2.3.1.3. Atrofia muscolare
2.3.1.4. Deformità ossee
2.3.2. Alterazioni nell’andatura
2.3.2.1. Andatura instabile con base larga (mielopatia)
2.3.2.2. Caduta del piede (debolezza del tibiale anteriore o dell'estensore lungo del primo dito del piede, compressione delle radici L4-L5)
2.3.2.3. Debolezza del gastrocnemio soleo, compressione delle radici S1-S2
2.3.2.4. Bendaggio dell'adduttore (debolezza del gluteo medio dovuta alla compressione radicolare di L5)
2.3.3. Palpazione
2.3.3.1. Riferimenti anatomici
2.3.3.2. Palpazione ossea
2.3.3.3. Tessuti molli, muscolatura para-vertebrale
2.3.4. Gamma di mobilità
2.3.4.1. Cervicale
2.3.4.2. Toracica
2.3.4.3. Lombare
2.3.5. Neurovascolare
2.3.5.1. Forza
2.3.5.2. Sensorio
2.3.5.3. Riflesso
2.3.6. Test supplementari
2.3.6.1. Tono anale
2.3.6.2. Riflesso bulbocavernoso
2.3.6.3. Test di valutazione delle tre regioni (cervicale, dorsale, lombo-sacrale)
2.4. Analisi della spalla
2.4.1. Ispezione
2.4.2. Palpazione
2.4.3. Range di movimento
2.4.4. Neurovascolare
2.4.5. Test specifici
2.5. Analisi del gomito
2.5.1. Ispezione
2.5.2. Palpazione
2.5.3. Range di movimento
2.5.4. Neurovascolare
2.5.5. Test specifici
2.6. Analisi del polso
2.6.1. Ispezione
2.6.2. Palpazione
2.6.3. Range di movimento
2.6.4. Neurovascolare
2.6.5. Test specifici
2.7. Analisi della mano
2.7.1. Ispezione
2.7.2. Palpazione
2.7.3. Range di movimento
2.7.4. Neurovascolare
2.7.5. Test specifici
2.8. Analisi dell’anca
2.8.1. Ispezione
2.8.2. Palpazione
2.8.3. Range di movimento
2.8.4. Neurovascolare
2.8.5. Test specifici
2.9. Analisi del ginocchio
2.9.1. Ispezione
2.9.2. Palpazione
2.9.3. Range di movimento
2.9.4. Neurovascolare
2.9.5. Test specifici
2.10. Analisi di caviglia e piede
2.10.1. Ispezione
2.10.2. Palpazione
2.10.3. Range di movimento
2.10.4. Neurovascolare
2.10.5. Test specifici
Modulo 3. Traumatologia d’urgenza degli arti superiori
3.1. Spalla e braccio
3.1.1. Lussazione gleno-omerale
3.1.1.1. Biomeccanica della lesione
3.1.1.2. Esame fisico
3.1.1.3. Diagnostica per immagini
3.1.1.4. Classificazione
3.1.1.5. Trattamento chiuso
3.1.1.6. Gestione post-riduzione
3.1.2. Fratture dell’omero prossimale
3.1.2.1. Biomeccanica della lesione
3.1.2.2. Esame fisico
3.1.2.3. Diagnostica per immagini
3.1.2.4. Classificazione
3.1.2.5. Strategia terapeutica
3.1.2.6. Gestione chirurgica
3.1.2.6.1. Non urgente con controllo dopo una settimana
3.1.2.7. Gestione ortopedica
3.1.3. Frattura della clavicola
3.1.3.1. Biomeccanica della lesione
3.1.3.2. Esame fisico
3.1.3.3. Diagnostica per immagini
3.1.3.4. Classificazione
3.1.3.5. Strategia terapeutica
3.1.3.5.1. Gestione ortopedica
3.1.3.5.2. Gestione chirurgica
3.1.4. Lesione acromion-clavicolare
3.1.4.1. Biomeccanica della lesione
3.1.4.2. Esame fisico
3.1.4.3. Diagnostica per immagini
3.1.4.4. Classificazione di Rockwood
3.1.4.5. Strategia terapeutica
3.1.4.5.1. Gestione ortopedica
3.1.4.5.2. Gestione chirurgica
3.1.5. Lussazione sternoclavicolare
3.1.5.1. Biomeccanica della lesione
3.1.5.2. Esame fisico
3.1.5.3. Diagnostica per immagini
3.1.5.4. Classificazione
3.1.5.5. Trattamento
3.1.6. Artrite settica della spalla
3.1.6.1. Fattori di rischio
3.1.6.2. Esame fisico
3.1.6.3. Diagnostica per immagini
3.1.6.4. Artrocentesi e raccolta di campioni
3.1.6.5. Piano terapeutico
3.1.7. Frattura della scapola
3.1.7.1. Biomeccanica della lesione
3.1.7.2. Esame fisico
3.1.7.3. Diagnostica per immagini
3.1.7.4. Strategia terapeutica
3.1.7.4.1. Gestione ortopedica
3.1.7.4.2. Gestione chirurgica
3.1.8. Frattura del corpo dell’omero
3.1.8.1. Biomeccanica della lesione
3.1.8.2. Esame fisico
3.1.8.3. Diagnostica per immagini
3.1.8.4. Classificazione
3.1.8.5. Strategia terapeutica
3.1.8.5.1. Gestione ortopedica
3.1.8.5.2. Gestione chirurgica
3.1.9. Fratture dell’omero distale
3.1.9.1. Biomeccanica della lesione
3.1.9.2. Esame fisico
3.1.9.3. Diagnostica per immagini
3.1.9.4. Classificazione
3.1.9.4.1. Descrittiva
3.1.9.4.2. Classificazione di Milch
3.1.9.4.3. Classificazione di Júpiter
3.1.9.5. Strategia terapeutica
3.1.9.5.1. Gestione chirurgica
3.1.9.5.2. Gestione ortopedica
3.1.10. Frattura dell’olecrano
3.1.10.1. Biomeccanica della lesione
3.1.10.2. Esame fisico
3.1.10.3. Diagnostica per immagini
3.1.10.4. Classificazione
3.1.10.5. Strategia terapeutica
3.1.10.5.1. Gestione ortopedica
3.1.10.5.2. Gestione chirurgica
3.1.11. Frattura della testa del radio
3.1.11.1. Biomeccanica della lesione
3.1.11.2. Esame fisico
3.1.11.3. Diagnostica per immagini
3.1.11.4. Classificazione di Mason
3.1.11.4.1. Infiltrazione/aspirazione
3.1.11.5. Strategia terapeutica
3.1.11.5.1. Gestione ortopedica
3.1.11.5.2. Gestione chirurgica
3.1.12. Lussazione del gomito
3.1.12.1. Biomeccanica della lesione
3.1.12.2. Esame fisico
3.1.12.3. Diagnostica per immagini
3.1.12.4. Classificazione
3.1.12.5. Gestione iniziale
3.1.12.6. Gestione ortopedica
3.1.12.7. Trattamento chirurgico
3.1.13. Frattura del tubercolo coronoideo
3.1.13.1. Osteologia del coronoideo
3.1.13.2. Lesioni combinate
3.1.13.3. Biomeccanica della lesione
3.1.13.4. Esame fisico
3.1.13.5. Diagnostica per immagini
3.1.13.6. Classificazione
3.1.13.7. Strategia terapeutica
3.1.13.7.1. Gestione ortopedica
3.1.13.7.2. Trattamento chirurgico
3.1.14. Frattura del capitello
3.1.14.1. Biomeccanica della lesione
3.1.14.2. Esame fisico
3.1.14.3. Diagnostica per immagini
3.1.14.4. Classificazione
3.1.14.5. Strategia terapeutica
3.1.14.5.1. Gestione ortopedica
3.1.14.5.2. Trattamento chirurgico
3.1.15. Frattura dell’avambraccio (diafisi di radio e ulna)
3.1.15.1. Biomeccanica della lesione
3.1.15.2. Esame fisico
3.1.15.3. Diagnostica per immagini
3.1.15.4. Strategia terapeutica
3.1.15.4.1. Gestione ortopedica
3.1.15.4.2. Trattamento chirurgico
3.2. Polso e mano (eccetto le dita)
3.2.1. Fratture del radio distale
3.2.1.1. Biomeccanica della lesione
3.2.1.2. Esame fisico
3.2.1.3. Diagnostica per immagini
3.2.1.4. Sistemi di classificazione
3.2.1.5. Strategia terapeutica
3.2.2. Lesione dell’articolazione distale radio-ulna
3.2.2.1. Biomeccanica della lesione
3.2.2.2. Esame fisico
3.2.2.3. Diagnostica per immagini
3.2.2.4. Strategia terapeutica
3.2.2.4.1. Gestione ortopedica
3.2.2.4.2. Trattamento chirurgico
3.2.3. Frattura del carpo (senza scafoidi)
3.2.3.1. Biomeccanica della lesione
3.2.3.2. Esame fisico
3.2.3.3. Diagnostica per immagini
3.2.3.4. Frattura del piramidale
3.2.3.4.1. Frattura corticale (avulsione)
3.2.3.4.2. Frattura del corpo
3.2.3.4.3. Frattura volare da avulsione
3.2.3.5. Strategia terapeutica
3.2.3.5.1. Gestione ortopedica
3.2.3.5.2. Trattamento chirurgico
3.2.4. Frattura del trapezio
3.2.4.1. Classificazione
3.2.4.2. Strategia terapeutica
3.2.4.2.1. Gestione ortopedica
3.2.4.2.2. Trattamento chirurgico
3.2.5. Frattura di ossa lunghe
3.2.5.1. Classificazione
3.2.5.2. Strategia terapeutica
3.2.5.2.1. Gestione ortopedica
3.2.5.2.2. Trattamento chirurgico
3.2.6. Frattura dello scafoide
3.2.6.1. Biomeccanica della lesione
3.2.6.2. Diagnostica per immagini
3.2.6.2.1. Raggi X
3.2.6.2.2. TAC
3.2.6.2.3. RM
3.2.6.3. Sistemi di classificazione
3.2.6.4. Strategia terapeutica
3.2.6.4.1. Gestione ortopedica
3.2.6.4.2. Trattamento chirurgico
3.2.7. Frattura dell’uncinato
3.2.7.1. Classificazione
3.2.7.2. Strategia terapeutica
3.2.7.2.1. Gestione ortopedica
3.2.7.2.2. Trattamento chirurgico
3.2.8. Frattura del pisiforme
3.2.8.1. Classificazione
3.2.8.2. Strategia terapeutica
3.2.8.2.1. Gestione ortopedica
3.2.8.2.2. Trattamento chirurgico
3.2.9. Frattura del semilunare
3.2.9.1. Classificazione
3.2.9.2. Strategia terapeutica
3.2.9.2.1. Gestione ortopedica
3.2.9.2.2. Trattamento chirurgico
3.2.10. Frattura del trapezoide
3.2.10.1. Classificazione
3.2.10.2. Strategia terapeutica
3.2.10.2.1. Gestione ortopedica
3.2.10.2.2. Trattamento chirurgico
3.2.11. Instabilità dello scafo-lunata
3.2.11.1. Biomeccanica della lesione
3.2.11.2. Diagnostica per immagini
3.2.11.3. Stati di Watson in SLAC
3.2.11.4. Strategia terapeutica
3.2.11.4.1. Gestione ortopedica
3.2.11.4.2. Trattamento chirurgico
3.2.12. Lussazione del semilunare
3.2.12.1. Biomeccanica della lesione
3.2.12.2. Diagnostica per immagini
3.2.12.3. Classificazione
3.2.12.4. Strategia terapeutica
3.2.12.4.1. Gestione ortopedica
3.2.12.4.2. Trattamento chirurgico
3.2.13. Lesioni ai tendini
3.2.14. Fratture e lussazioni delle dita
3.2.15. Amputazioni delle dita
3.2.16. Corpi estranei nel polso e nella mano
3.2.17. Infezioni alla mano
Modulo 4. Traumatologia d’urgenza del bacino e degli arti inferiori
4.1. Fratture acetabolari
4.1.1. Biomeccanica della lesione
4.1.2. Diagnostica per immagini
4.1.3. Classificazione
4.2. Lesione del labrum
4.2.1. Biomeccanica della lesione
4.2.2. Diagnostica per immagini
4.2.3. Classificazione
4.2.4. Strategia terapeutica
4.2.4.1. Gestione ortopedica
4.2.4.2. Trattamento chirurgico
4.3. Fratture del femore distale
4.3.1. Biomeccanica della lesione
4.3.2. Diagnostica per immagini
4.3.3. Classificazione
4.3.4. Strategia terapeutica
4.3.4.1. Gestione ortopedica
4.3.4.2. Trattamento chirurgico
4.4. Frattura della diafisi femorale
4.4.1. Biomeccanica della lesione
4.4.2. Diagnostica per immagini
4.4.3. Classificazione
4.4.4. Strategia terapeutica
4.4.4.1. Gestione ortopedica
4.4.4.2. Trattamento chirurgico
4.5. Lussazione dell’anca
4.5.1. Biomeccanica della lesione
4.5.2. Diagnostica per immagini
4.5.3. Classificazione
4.5.4. Strategia terapeutica
4.5.4.1. Gestione ortopedica
4.5.4.2. Trattamento chirurgico
4.6. Lussazione della protesi all’anca
4.6.1. Biomeccanica della lesione
4.6.2. Diagnostica per immagini
4.6.3. Classificazione
4.6.4. Strategia terapeutica
4.6.4.1. Gestione ortopedica
4.6.4.2. Trattamento chirurgico
4.7. Fratture imminenti
4.7.1. Biomeccanica della lesione
4.7.2. Diagnostica per immagini
4.7.3. Classificazione
4.7.4. Strategia terapeutica
4.8. Fratture intertrocanteriche e sottotrocanteriche
4.8.1. Biomeccanica della lesione
4.8.2. Diagnostica per immagini
4.8.3. Classificazione
4.8.4. Strategia terapeutica
4.8.4.1. Gestione ortopedica
4.8.4.2. Trattamento chirurgico
4.9. Frattura del collo femorale
4.9.1. Biomeccanica della lesione
4.9.2. Diagnostica per immagini
4.9.3. Classificazione
4.9.4. Strategia terapeutica
4.9.4.1. Gestione ortopedica
4.9.4.2. Trattamento chirurgico
4.10. Lussazione del ginocchio
4.10.1. Biomeccanica della lesione
4.10.2. Diagnostica per immagini
4.10.3. Classificazione
4.10.4. Strategia terapeutica
4.10.4.1. Gestione ortopedica
4.10.4.2. Trattamento chirurgico
4.11. Lesioni al menisco
4.11.1. Biomeccanica della lesione
4.11.2. Diagnostica per immagini
4.11.3. Classificazione
4.11.4. Strategia terapeutica
4.11.4.1. Gestione ortopedica
4.11.4.2. Trattamento chirurgico
4.12. Rottura del tendine del quadricipite e rotuleo
4.12.1. Biomeccanica della lesione
4.12.2. Diagnostica per immagini
4.12.3. Classificazione
4.12.4. Strategia terapeutica
4.12.4.1. Gestione ortopedica
4.12.4.2. Trattamento chirurgico
4.13. Fratture della rotula
4.13.1. Biomeccanica della lesione
4.13.2. Diagnostica per immagini
4.13.3. Classificazione
4.13.4. Strategia terapeutica
4.13.4.1. Gestione ortopedica
4.13.4.2. Trattamento chirurgico
4.14. Lussazione della rotula
4.14.1. Biomeccanica della lesione
4.14.2. Diagnostica per immagini
4.14.3. Classificazione
4.14.4. Strategia terapeutica
4.14.4.1. Gestione ortopedica
4.14.4.2. Trattamento chirurgico
4.15. Fratture periprotesiche dell'anca
4.15.1. Biomeccanica della lesione
4.15.2. Diagnostica per immagini
4.15.3. Classificazione
4.15.4. Strategia terapeutica
4.15.4.1. Gestione ortopedica
4.15.4.2. Trattamento chirurgico
4.16. Fratture periprotesiche del ginocchio
4.16.1. Biomeccanica della lesione
4.16.2. Diagnostica per immagini
4.16.3. Classificazione
4.16.4. Strategia terapeutica
4.16.4.1. Gestione ortopedica
4.16.4.2. Trattamento chirurgico
4.17. Frattura diafisiaria di tibia e perone
4.17.1. Biomeccanica della lesione
4.17.2. Diagnostica per immagini
4.17.3. Classificazione
4.17.4. Strategia terapeutica
4.17.4.1. Gestione ortopedica
4.17.4.2. Trattamento chirurgico
4.18. Lesione dell’anello pelvico
4.18.1. Biomeccanica della lesione
4.18.2. Diagnostica per immagini
4.18.3. Classificazione
4.18.4. Strategia terapeutica
4.18.4.1. Gestione ortopedica
4.18.4.2. Trattamento chirurgico
Modulo 5. Traumatologia d’urgenza di caviglia e piede
5.1. Rottura del tendine di Achille
5.1.1. Biomeccanica della lesione
5.1.2. Diagnostica per immagini
5.1.3. Classificazione
5.1.4. Strategia terapeutica
5.1.4.1. Gestione ortopedica
5.1.4.2. Trattamento chirurgico
5.2. Frattura della caviglia
5.2.1. Biomeccanica della lesione
5.2.2. Diagnostica per immagini
5.2.3. Classificazione
5.2.4. Strategia terapeutica
5.2.4.1. Gestione ortopedica
5.2.4.2. Trattamento chirurgico
5.3. Frattura del calcagno
5.3.1. Biomeccanica della lesione
5.3.2. Diagnostica per immagini
5.3.3. Classificazione
5.3.4. Strategia terapeutica
5.3.4.1. Gestione ortopedica
5.3.4.2. Trattamento chirurgico
5.4. Frattura prossimale del 5º metatarso
5.4.1. Biomeccanica della lesione
5.4.2. Diagnostica per immagini
5.4.3. Classificazione
5.4.4. Strategia terapeutica
5.4.4.1. Gestione ortopedica
5.4.4.2. Trattamento chirurgico
5.5. Lesione di Lisfranc
5.5.1. Biomeccanica della lesione
5.5.2. Diagnostica per immagini
5.5.3. Classificazione
5.5.4. Strategia terapeutica
5.5.4.1. Gestione ortopedica
5.5.4.2. Trattamento chirurgico
5.6. Fratture del metatarso
5.6.1. Biomeccanica della lesione
5.6.2. Diagnostica per immagini
5.6.3. Classificazione
5.6.4. Strategia terapeutica
5.6.4.1. Gestione ortopedica
5.6.4.2. Trattamento chirurgico
5.7. Frattura del navicolare
5.7.1. Biomeccanica della lesione
5.7.2. Diagnostica per immagini
5.7.3. Classificazione
5.7.4. Strategia terapeutica
5.7.4.1. Gestione ortopedica
5.7.4.2. Trattamento chirurgico
5.8. Frattura del pilone tibiale
5.8.1. Biomeccanica della lesione
5.8.2. Diagnostica per immagini
5.8.3. Classificazione
5.8.4. Strategia terapeutica
5.8.4.1. Gestione ortopedica
5.8.4.2. Trattamento chirurgico
5.9. Frattura del collo dell’astragalo
5.9.1. Biomeccanica della lesione
5.9.2. Diagnostica per immagini
5.9.3. Classificazione
5.9.4. Strategia terapeutica
5.9.4.1. Gestione ortopedica
5.9.4.2. Trattamento chirurgico
5.10. Frattura del processo laterale dell’astragalo
5.10.1. Biomeccanica della lesione
5.10.2. Diagnostica per immagini
5.10.3. Classificazione
5.10.4. Strategia terapeutica
5.10.4.1. Gestione ortopedica
5.10.4.2. Trattamento chirurgico
5.11. Frattura delle falangi del piede
5.11.1. Biomeccanica della lesione
5.11.2. Diagnostica per immagini
5.11.3. Classificazione
5.11.4. Strategia terapeutica
5.11.4.1. Gestione ortopedica
5.11.4.2. Trattamento chirurgico
Modulo 6. Traumatologia d’urgenza nell’infanzia
6.1. Sedazione del paziente pediatrico
6.1.1. Ansiolisi, analgesia, sedazione
6.1.2. Agenti non farmacologici
6.1.3. Blocchi locali
6.1.4. Sedazione
6.2. Immobilizzazione del paziente pediatrico
6.2.1. Sfide nel collocamento dei sistemi di immobilizzazione
6.2.1.1. Capacità di comprensione e tolleranza
6.2.1.2. Difficoltà del bambino di espressione del dolore
6.2.1.3. Età e taglia
6.2.2. Raccomandazioni durante l’immobilizzazione
6.2.2.1. Tipologia di sistemi di immobilizzazione
6.3. Principi di immobilizzazione
6.4. Segni di abuso infantile traumatico non accidentale
6.4.1. Biomeccanica della lesione
6.4.1.1. Diagnostica per immagini
6.4.1.2. Classificazione
6.4.2. Lesioni tipiche o comuni del trauma non accidentale
6.4.3. Gestione ortopedica
6.4.4. Trattamento chirurgico
6.5. Classificazione di Salter-Harris
6.5.1. Biomeccanica della lesione
6.5.2. Diagnostica per immagini
6.5.3. Classificazione
6.5.4. Strategia terapeutica
6.5.4.1. Gestione ortopedica
6.5.4.2. Trattamento chirurgico
6.6. Frattura della clavicola
6.6.1. Biomeccanica della lesione
6.6.2. Diagnostica per immagini
6.6.3. Classificazione
6.6.4. Strategia terapeutica
6.6.4.1. Gestione ortopedica
6.6.4.2. Trattamento chirurgico
6.7. Frattura prossimale dell’omero
6.7.1. Biomeccanica della lesione
6.7.2. Diagnostica per immagini
6.7.3. Classificazione
6.7.4. Strategia terapeutica
6.7.4.1. Gestione ortopedica
6.7.4.2. Trattamento chirurgico
6.8. Frattura della diafisi dell’omero
6.8.1. Biomeccanica della lesione
6.8.2. Diagnostica per immagini
6.8.3. Classificazione
6.8.4. Strategia terapeutica
6.8.4.1. Gestione ortopedica
6.8.4.2. Trattamento chirurgico
6.9. Frattura sovracondilea dell’omero
6.9.1. Biomeccanica della lesione
6.9.2. Diagnostica per immagini
6.9.3. Classificazione
6.9.4. Strategia terapeutica
6.9.4.1. Gestione ortopedica
6.9.4.2. Trattamento chirurgico
6.10. Frattura condilo dell’omero
6.10.1. Biomeccanica della lesione
6.10.2. Diagnostica per immagini
6.10.3. Classificazione
6.10.4. Strategia terapeutica
6.10.4.1. Gestione ortopedica
6.10.4.2. Trattamento chirurgico
6.11. Frattura dell’epicondilo
6.11.1. Biomeccanica della lesione
6.11.2. Diagnostica per immagini
6.11.3. Classificazione
6.11.4. Strategia terapeutica
6.11.4.1. Gestione ortopedica
6.11.4.2. Trattamento chirurgico
6.12. Epifisiolisi morale distale
6.12.1. Biomeccanica della lesione
6.12.2. Diagnostica per immagini
6.12.3. Classificazione
6.12.4. Strategia terapeutica
6.12.4.1. Gestione ortopedica
6.12.4.2. Trattamento chirurgico
6.13. Sublussazione della testa del radio (pronazione dolorosa)
6.13.1. Biomeccanica della lesione
6.13.2. Diagnostica per immagini
6.13.3. Classificazione
6.13.4. Strategia terapeutica
6.13.4.1. Gestione ortopedica
6.13.4.2. Trattamento chirurgico
6.14. Frattura del collo del radio
6.14.1. Biomeccanica della lesione
6.14.2. Diagnostica per immagini
6.14.3. Classificazione
6.14.4. Strategia terapeutica
6.14.4.1. Gestione ortopedica
6.14.4.2. Trattamento chirurgico
6.15. Frattura di ulna e radio (avambraccio)
6.15.1. Biomeccanica della lesione
6.15.2. Diagnostica per immagini
6.15.3. Classificazione
6.15.4. Strategia terapeutica
6.15.4.1. Gestione ortopedica
6.15.4.2. Trattamento chirurgico
6.16. Fratture del radio distale
6.16.1. Biomeccanica della lesione
6.16.2. Diagnostica per immagini
6.16.3. Classificazione
6.16.4. Strategia terapeutica
6.16.4.1. Gestione ortopedica
6.16.4.2. Trattamento chirurgico
6.17. Frattura di Monteggia
6.17.1. Biomeccanica della lesione
6.17.2. Diagnostica per immagini
6.17.3. Classificazione
6.17.4. Strategia terapeutica
6.17.4.1. Gestione ortopedica
6.17.4.2. Trattamento chirurgico
6.18. Frattura di Galeazzi
6.18.1. Biomeccanica della lesione
6.18.2. Diagnostica per immagini
6.18.3. Classificazione
6.18.4. Strategia terapeutica
6.18.4.1. Gestione ortopedica
6.18.4.2. Trattamento chirurgico
6.19. Frattura del bacino
6.19.1. Biomeccanica della lesione
6.19.2. Diagnostica per immagini
6.19.3. Classificazione
6.19.4. Strategia terapeutica
6.19.4.1. Gestione ortopedica
6.19.4.2. Trattamento chirurgico
6.20. Frattura del bacino per avulsione
6.20.1. Biomeccanica della lesione
6.20.2. Diagnostica per immagini
6.20.3. Classificazione
6.20.4. Strategia terapeutica
6.20.4.1. Gestione ortopedica
6.20.4.2. Trattamento chirurgico
6.21. Coxalgia: Sepsi vs: Sinovite transitoria
6.21.1. Colloquio
6.21.2. Esame fisico
6.21.3. Diagnostica per immagini
6.21.4. Esami diagnostici complementari
6.21.5. Criteri di Kocher
6.21.6. Strategia terapeutica
6.22. Lussazione dell’anca
6.22.1. Biomeccanica della lesione
6.22.2. Diagnostica per immagini
6.22.3. Classificazione
6.22.4. Strategia terapeutica
6.22.4.1. Gestione ortopedica
6.22.4.2. Trattamento chirurgico
6.23. Scivolamento dell’epifisi femorale
6.23.1. Colloquio
6.23.2. Esame fisico
6.23.3. Diagnostica per immagini
6.23.4. Classificazioni e livelli di gravità
6.23.5. Strategia terapeutica
6.23.5.1. Gestione conservativa
6.23.5.2. Indicazione chirurgica
6.24. Frattura dell’anca
6.24.1. Colloquio
6.24.2. Esame fisico
6.24.3. Diagnostica per immagini
6.24.4. Classificazione
6.24.5. Strategia terapeutica
6.24.5.1. Gestione conservativa
6.24.5.2. Indicazione chirurgica
6.25. Fratture del femore
6.25.1. Biomeccanica della lesione
6.25.2. Diagnostica per immagini
6.25.3. Classificazione
6.25.4. Strategia terapeutica
6.25.4.1. Gestione ortopedica
6.25.4.2. Trattamento chirurgico
6.26. Epifisiolisi distale del femore
6.26.1. Biomeccanica della lesione
6.26.2. Diagnostica per immagini
6.26.3. Classificazione
6.26.4. Strategia terapeutica
6.26.4.1. Gestione ortopedica
6.26.4.2. Trattamento chirurgico
6.27. Frattura della tuberosità tibiale anteriore
6.27.1. Biomeccanica della lesione
6.27.2. Diagnostica per immagini
6.27.3. Classificazione
6.27.4. Strategia terapeutica
6.27.4.1. Gestione ortopedica
6.27.4.2. Trattamento chirurgico
6.28. Frattura del tubercolo tibiale (Gerdy)
6.28.1. Biomeccanica della lesione
6.28.2. Diagnostica per immagini
6.28.3. Classificazione
6.28.4. Strategia terapeutica
6.28.4.1. Gestione ortopedica
6.28.4.2. Trattamento chirurgico
6.29. Frattura di Toddler
6.29.1. Biomeccanica della lesione
6.29.2. Diagnostica per immagini
6.29.3. Classificazione
6.29.4. Strategia terapeutica
6.29.4.1. Gestione ortopedica
6.29.4.2. Trattamento chirurgico
6.30. Frattura della caviglia
6.30.1. Biomeccanica della lesione
6.30.2. Diagnostica per immagini
6.30.3. Classificazione
6.30.4. Strategia terapeutica
6.30.4.1. Gestione ortopedica
6.30.4.2. Trattamento chirurgico
Modulo 7. Traumatologia d’urgenza della colonna vertebrale
7.1. Lesione incompleta del midollo spinale
7.1.1. Biomeccanica della lesione
7.1.2. Esame fisico
7.1.3. Diagnostica per immagini
7.1.4. Classificazione
7.1.4.1. Clinica
7.1.4.2. Scala ASIA
7.1.5. Strategia terapeutica
7.1.5.1. Gestione iniziale
7.1.5.2. Trattamento chirurgico
7.2. Sindrome della zampa d'oca
7.2.1. Colloquio
7.2.2. Esame fisico
7.2.3. Diagnostica per immagini
7.2.4. Trattamento
7.3. Frattura nel paziente con spondilite anchilosante
7.3.1. Biomeccanica della lesione
7.3.2. Diagnostica per immagini
7.3.3. Classificazione
7.3.4. Strategia terapeutica
7.3.4.1. Gestione ortopedica
7.3.4.2. Trattamento chirurgico
7.4. Frattura atlo-epistrofica
7.4.1. Biomeccanica della lesione
7.4.2. Diagnostica per immagini
7.4.3. Classificazione
7.4.4. Strategia terapeutica
7.4.4.1. Gestione conservativa
7.4.4.2. Trattamento chirurgico
7.5. Frattura dell’apofisi odontoide
7.5.1. Biomeccanica della lesione
7.5.2. Esame fisico
7.5.3. Diagnostica per immagini
7.5.4. Classificazione
7.5.5. Strategia terapeutica
7.5.5.1. Gestione conservativa
7.5.5.2. Trattamento chirurgico
7.6. Frattura subassiale C3-C7
7.6.1. Biomeccanica della lesione
7.6.2. Esame fisico
7.6.3. Diagnostica per immagini
7.6.4. Classificazione
7.6.5. Strategia terapeutica
7.6.5.1. Gestione conservativa
7.6.5.2. Trattamento chirurgico
7.7. Sindrome del cordone centrale midollare
7.7.1. Biomeccanica della lesione
7.7.2. Esame fisico
7.7.3. Diagnostica per immagini
7.7.4. Classificazione
7.7.5. Strategia terapeutica
7.7.5.1. Gestione conservativa
7.7.5.2. Trattamento chirurgico
7.8. Fratture toraco-lombari
7.8.1. Biomeccanica della lesione
7.8.2. Esame fisico
7.8.3. Diagnostica per immagini
7.8.4. Classificazione
7.8.5. Strategia terapeutica
7.8.5.1. Gestione conservativa
7.8.5.2. Trattamento chirurgico
7.9. Frattura dell’apofisi spinosa e delle lamine laterali
7.9.1. Biomeccanica della lesione
7.9.2. Esame fisico
7.9.3. Diagnostica per immagini
7.9.4. Classificazione
7.9.5. Strategia terapeutica
7.9.5.1. Gestione conservativa
7.9.5.2. Trattamento chirurgico
7.10. Fratture da scoppio
7.10.1. Colloquio
7.10.2. Esame fisico
7.10.3. Diagnostica per immagini
7.10.4. Classificazione
7.10.5. Strategia terapeutica
7.10.5.1. Gestione conservativa
7.10.5.2. Trattamento chirurgico
7.11. Fratture di Chance
7.11.1. Biomeccanica della lesione
7.11.2. Esame fisico
7.11.3. Diagnostica per immagini
7.11.4. Classificazione
7.11.5. Strategia terapeutica
7.11.5.1. Gestione conservativa
7.11.5.2. Trattamento chirurgico
7.12. Fratture/lussazioni toracolombari
7.12.1. Biomeccanica della lesione
7.12.2. Esame fisico
7.12.3. Diagnostica per immagini
7.12.4. Classificazione
7.12.5. Strategia terapeutica
7.12.5.1. Gestione conservativa
7.12.5.2. Trattamento chirurgico
7.13. Fratture del sacro
7.13.1. Biomeccanica della lesione
7.13.2. Esame fisico
7.13.3. Diagnostica per immagini
7.13.4. Classificazione
7.13.5. Strategia terapeutica
7.13.5.1. Gestione conservativa
7.13.5.2. Trattamento chirurgico
7.14. Osteomielite vertebrale
7.14.1. Biomeccanica della lesione
7.14.2. Esame fisico
7.14.3. Diagnostica per immagini
7.14.4. Classificazione
7.14.5. Strategia terapeutica
7.14.5.1. Gestione conservativa
7.14.5.2. Trattamento chirurgico
Modulo 8. Ecografia muscoloscheletrica e studi radiologici in traumatologia d’urgenza
8.1. Generalità dell’ecografia muscoloscheletrica
8.2. Indicazioni dell’ecografia muscoloscheletrica
8.3. Supporto ecografico con tecniche invasive
8.4. Indicazioni sulla radiografia semplice
8.5. Interpretazione delle radiografie ossee
8.6. Caratteristiche radiologiche delle fratture
8.7. Studi di diagnostica per immagini ad alta risoluzione indicati in emergenza (TAC)

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